Loveseeker, Summergaze
Anno di pubblicazione: 2026
Genere: shoegaze
Loveseeker, recente virgulto della nuova ondata shoegaze, è un progetto solista con sede a Toronto, Ontario. Se molti artisti della nuova ondata gaze guardano all’universo stilistico più recente e sovente più contaminato, con tracce che vanno dalla psichedelia al bedroom pop, passando per metal e post-punk, è evidente che Loveseeker abbia appreso la lezione dei grandi classici del genere - sebbene la propensione per un certo rumorismo atmosferico possa portarlo in territori non così tanto distanti da bandiere nugaze come 93mmfts.
"Summergaze", uscito a gennaio di quest'anno, è un disco composto da 10 tracce.
L’incipit dell’album, affidata a “sunburn”, mette già i punti sulle i: mulinelli fitti e stratificate traiettorie chitarristiche, in cui la voce s’impasta e si perde.
Ma è con “eyedrops”, secondo pezzo del disco, che la melodia si impone sul sound, tratteggiando un brano malinconico e cadenzato, dai toni intimistici, che costituisce l’acme di “Summergaze”.
Se “screensaver” occhieggia ai My Bloody Valentine e “burning through you” cela velleità post-rock, in “one another” l’atmosfera rimane fumosa ma si arricchisce di riff ronzanti e circolari, con guizzi più ritmici e ruminazioni cadenzate sul finale, che conferiscono un gradevole retrogusto psichedelico al brano.
Con “lips”, che avrebbe potuto costituire la conclusione perfetta per il disco, si torna alle tessiture nebulose e cariche di pathos, con trame sonore extralarge e tastiere infinite che ricordano Deserta.
Tra sospensione, paesaggi onirici e spleen settembrino, “Summergaze” è un disco d’esordio che ha molto da dire, ma richiede più ascolti affinché se ne possano cogliere la delicatezza e l’emotività. La sua forza risiede infatti in un sound solido e omogeneo, che non mira a scompaginare la storia del genere con acrobatismi e trovate cavillose, ma a fare da coperta calda per tutti coloro che amano stratificazioni atmosferiche e texture dense e malinconiche.